Val Vertova (parte 2)

La serata al Bivacco Testa è diversa da come ce l’aspettavamo: ci sono più bottiglie sul tavolo che persone intorno al tavolo stesso 😱
Tuttavia il gruppetto si rivela simpatico e allegro. Ci invitano al tavolo con loro per condividere cibo e bevande e si inizia a parlare di escursioni e bivacchi.
Molta della conversazione è in dialetto bergamasco e il povero Francesco fa fatica a seguire il dialogo.
All’improvviso, senza motivo, uno del gruppo inizia a chiamarlo:
“Bruno! Bruno!” e Francesco si gira e lo guarda.
“Non mi chiamo Bruno…”
“Allora Bruno, come ti chiami di cognome?”
“Paggiaro. Ma non mi chiamo Bruno” risponde timidamente ed educatamente Francesco.
“Paccia…. cosa? Pacciani? Bruno Pacciani? Non è tanto veneto come nome!”
“No, non mi chiamo Br…”
Ma Francesco viene interrotto nuovamente: “Bevi Bruno! Bevi!” e il suo bicchiere viene nuovamente riempito.

Per tutta la serata Francesco sarà Bruno Pacciani 😂
Dopo vani tentativi di recuperare la propria identità, anche Francesco cede e risponde ogni volta che viene chiamato il nome “Bruno” 😂.

Ad un certo punto della serata, quando ancora c’è luce, uno dei cinquantenni decide che serve acqua.
Il povero Bruno, essendo il “bocia” (giovane) del gruppo viene designato come “volontario” per scendere un centinaio di metri e andare alla sorgente per riempire due dame. Il perché serva acqua non è chiaro. Onestamente con tutte le bottiglie di vino presenti dubito che qualcuno berrà acqua 😬
“Dai, sono solo cinque minuti! Prendi le due dame vuote e vai a riempirle'”
Francesco è troppo educato per negare qualcosa al cinquantenne che insiste per mandarlo a prendere acqua. Entra nel bivacco, recupera i due contenitori di vetro, si fa spiegare nei dettagli dove trovare la sorgente, ed inizia a scendere dal sentiero.
Passano dieci minuti….
Passano quindici minuti…
…e Francesco non torna.
“Ma non erano cinque minuti?” chiedo un po’ preoccupata?
Il cinquantenne scuote la testa e risponde: “Eh… forse sono qualcosa di più di cinque minuti. Tra scendere e risalire mi sa che almeno una ventina di minuti ci vogliono…”
Passano venti minuti…
Passano trenta minuti…
Passano quaranta minuti…
…e Francesco non torna.
“C@@@o! Adesso sono preoccupato anche io!” esclama il cinquantenne. “Hai il numero di Bruno? Chiamalo! Non vorrei gli fosse successo qualcosa!”
Il telefono di Francesco non ha segnale e va in segreteria.
Siamo preoccupati.
Dopo pochi minuti proviamo a richiamarlo, ed ecco che risponde: “Arrivo, arrivo! È che alla sorgente usciva un rigagnolo d’acqua e non finivo più di riempire i dieci litri. Ora sto risalendo, ma è un casino con le due dame di vetro, ho paura di romperle…”

La serata prosegue con risate e allegria ☺
È un gruppo un po’ strano e fuori di testa, ma a modo loro “simpatici”.
Verzo mezzanotte, svuotate tutte le bottiglie, decidono di mettersi gli zaini in spalla, accendere le torce, e tornare a valle.
Prima di andarsene raccolgono per bene tutta la spazzatura prodotta e puliscono perfettamente lo spazio occupato.
“Se domani mattina doveste vedere che è rimasto qualche tappo o carta, per favore li raccogliete voi? Grazie'”
Grandi!!! Cosí di fa!!! 💪

Finalmente siamo soli. Il silenzio improvviso è quasi surreale. Ci buttiamo a letto e crolliamo addormentati.

La notte si scatena un forte temporale e siamo felici di essere al riparo dentro il bivacco.
Poche ore e il temporale si calma, per lasciare spazio ad una bellissima giornata di sole, con meno calore e umidità del giorno precedente.

Chiudiamo gli zaini e siamo pronti anche noi per ridiscendere a valle, preoccupati di trovare il cadavere di qualche cinquantenne 😁

Anche oggi siamo circondati da bellissime montagne e distese verdi. Le ginocchia fanno un po’ male e in alcuni punti rischiamo di scivolare per colpa delle pietre ancora umide, ma in generale trascorriamo una piacevole mattinata.

Quando finalmente raggiungiamo il fiume sappiamo che anche questa nostra piccola avventura è conclusa.
Ma prima di rientrare decidiamo di fermarci ad una pozza d’acqua per rinfrescarci e cucinare. Togliamo le scarpe e bagnamo i piedi nell’acqua gelida.
Siamo in un piccolo angolo di paradiso, con il rumore del fiume a farci compagnia.
Certe volte basta poco per essere felici 😉

Alla prossima 👍


PS: i dieci litri d’acqua faticosamente trasportati da Francesco furono a fine serata usati solo per fare ben DUE caffe 😱 (corretti grappa)


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