Alluvione Valtellina – 18 Luglio 1987

Era il 18 luglio e pioveva da giorni. Troppo. Quella notte del 1987 il fragile territorio della Valtellina non riuscì più a contenere tutta quell’acqua e cominciarono le frane. Sarebbero terminate solo dieci giorni dopo, il 28 luglio, con la frana più grave, quella che in Val Pola fece scomparire in un colpo solo due interi paesi, Sant’Antonio Morignone e Aquilone. 

Il disastro della Valtellina accese vivamente in Italia il dibattito sul rischio idrogeologico e sulle responsabilità dell’uomo in questo tipo di disastri. Alcuni politici e amministratori parlarono di ineluttabilità dei fenomeni franosi. Altri, fra cui geologi, ambientalisti e giornalisti sottolinearono invece come negli ultimi decenni il territorio fosse stato alterato e sconvolto dalle costruzioni senza criterio, dai piani urbanistici troppo permissivi, del costruire ovunque e in malo modo, e di come l’abbandono delle aree montane, la mancanza di manutenzione dei pendii montuosi un tempo terrazzati, la cementificazione selvaggia, l’imbrigliamento dei canali, la mancanza di pulizia degli alvei, fossero fra le cause del disastro.

https://it.wikipedia.org/wiki/Alluvione_della_Valtellina_del_luglio_1987

 

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