I giovani e l’Appennino

La mattina partiamo presto in direzione Bardi.
La Via degli Abati oggi propone delle alternative: una variante bassa, a mezza costa, e una variante alta che porta sul crinale del Monte Lama, da dove tutti ci dicono si abbia una vista spettacolare a 360 gradi del paesaggio circostante.
Secondo voi, quale sentiero prendiamo? ?

Il programma è seguire la variante alta, anche se più lunga e con più dislivello. Tuttavia, quando arriviamo al bivio, il cielo è pieno di nuvole nere cariche di pioggia?
Siamo indecisi. Esitiamo. Alla fine decidiamo che non ha senso rischiare di camminare sul crinale sotto un’acquazzone, per non vedere comunque nulla del paesaggio che ci hanno decantato.
E così, a malincuore, seguiamo il sentiero a mezza costa.

Quando mancano pochi chilometri a Bardi si aprono le cateratte del cielo. Un diluvio improvviso, che non ci lascia neppure il tempo di mettere i pantaloni anti-pioggia e il poncho. Siamo fradici ancora prima di capire cosa sta accadendo ?
E per fortuna non abbiamo seguito la via alta! Ci saremmo trovati in vetta proprio durante il diluvio.

Fradici come pulcini, veniamo accolti da Annita e Luigi, una coppia calorosa con la quale iniziamo lunghe conversazioni interessanti.
Parliamo molto del ruolo dei giovani nella rinascita dell’Appennino. Di come i giovani vadano coinvolti, stimolati, aiutati e sostenuti in questa rinascita.
Luigi è un forte sostenitore di questo approccio, ed insieme ad altre persone del territorio sta svolgendo attività concrete per aiutare i giovani a trovare il loro spazio in Appennino, favorendone così la rinascita.

Un discorso che va sicuramente approfondito?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Categorie