Verso la Reserva Tamango

La mattina ci svegliamo stanchissimi. Completamente senza energie. Abbiamo dormito dodici ore e ne vorremmo dormire altre dodici. Distrutti 😐

Non so se è la stanchezza accumulata da giorni di trekking in montagna, la mancanza di caffeina, o un deficit calorico. Non lo so. Fatto sta che le energie non ci sono.

Ieri sera abbiamo conosciuto una coppia di americani, Nate e Lulu, che stanno per percorrere questo pezzo di traversata. E stamattima ci incontriamo nuovamente sul sentiero 😊

È una partenza in salita, per vari chilometri, e tutti e quattro abbiamo il fiatone 😂
Qui al Parque Patagonia c’è un sentiero, ad anello, che si può percorrere in giornata.
Noi lo dobbiamo seguire solo per alcuni chilometri, poi dobbiamo abbandonare il sentiero principale, percorso da molta gente, per buttarci su un sentiero secondario e meno battuto che dovrebbe congiungersi con la Riserva Tamango.

Per fortuna abbiamo il GPS. Senza non avremmo mai visto il sentiero.
La cosa strana è che l’inizio del bivio è stato cancellato, coperto da alberi. Praticamente impossibile vederlo senza una traccia GPS.

Stiamo per iniziare a seguire questo sentiero, quando ecco arrivare un gruppo di dieci americani insieme ad una guida del parco.
La guida ci chiede dove stiamo andando, e ci dice che quello è il sentiero errato.
Il sentiero per la Reserva Tamango è più avanti.

Camminiamo con loro e raggiunto un punto panoramico la guida ci fa vedere dove andare. Non ci sono sentieri, ma dovremmo trovare dei cumuli di pietre ad indicare il percorso. Dobbiamo salire sulla cresta della catena di montagne, scollinare, e dall’altra parte scendere e tenere la destra e lato sud della grande laguna che si vede dalla cima. Così ci dice la guida del Parco Patagonia.

Sia noi che Nate e Lulu ci fidiamo delle indicazioni fornite.
Quanto mai 😐

Iniziamo a salire, seguendo un sentiero quasi immaginario, verso il piccolo valico che vediamo tra due vette. La salita e lunga e impegnativa.
Finalmente raggiungiamo il valico e iniziamo a scendere.
Ma dove? Non troviamo nessun cumulo di pietre ad indicare la direzione.
Iniziamo comunque a scendere, facendo attenzione, perché il lato della montagna è pieno di pietre e scivoloso.
Continuiamo a non trovare nessun sentiero 😐
E ora non sappiamo veramente più dove proseguire. Ci sono vari dirupi. Da qui non si passa.
Potremmo spostarci lateralmente? Ma poi? Sotto di noi ci sono vari chilometri di bosco prima di raggiungere la laguna. Senza un sentiero o un machete è quasi impossibile passare attraverso questi boschi.
Non sappiamo cosa fare.
Perdiamo un’altra mezz’ora alla ricerca del sentiero… ma niente.

Non siamo “persi”. Sappiamo esattamente dove siamo e dove dobbiamo andare. Il problema è “come” andarci 😂

Alla fine decidiamo di camminare lateralmente e conteggiare la montagna e cercare di incontrare il sentiero che abbiamo sul GPS e che volevamo seguire inizialmente.
Un’altra mezz’ora di difficile cammino… ed ecco lì il sentiero. Il sentiero che secondo la guida non esisteva 😐

Siamo perplessi.
Non sapremo mai se semplicemente non siamo riusciti a trovare il sentiero che la guida voleva proporci… o se era una guida con qualche “problema” e di proposito ha voluto mandarci fuori traccia. Chissà 😐

Fatto sta che abbiamo camminato un sacco di chilometri inutilmente, chilometri faticosi, e siamo tutti e quattro stanchi.

Decidiamo di fermarci nel primo posto pianeggiante con acqua, montare la tenda, e riposarci.
Cammina… cammina… cammina… è tutta montagna. In salita o in discesa, ma è tutta montagna e bosco.
Quando finalmente raggiungiamo un punto che sulla mappa viene indicato come “rifugio con acqua” scopriamo che il rifugio non c’è, rimangono solo le sue rovine. Ma, peggio ancora, il fiume a lato è completamente secco, senza una goccia d’acqua.
E sono ore che camminiamo senza trovare acqua.

Dobbiamo proseguire. Non ci sono alternative.
E così proseguiamo fino alle sponde del lago Cochrane.
Dopo 26 km di montagna, troviamo una bellissima spiaggetta in riva al lago, dove finalmente montiamo la tenda 😊

Cuciniamo qualcosa di rapido e… mentre stiamo tranquillamente mangiando e conversando… abbiamo il momento più bello della giornata: vediamo un huemul 😍

L’huemul è un animale in via di estinzione. Assomiglia ad un piccolo daino. Estremamente protetto qui in Patagonia, è molto raro avvistarne uno.
Ed è qui. A pochi metri da noi 😍

Silenzio. Siamo immobili e silenziosi a guardare l’huemul, il quale sembra non notare neppure la nostra presenza.
Cammina con calma, annusa e mangia un po’ di erba, si sposta un poco e si dirige verso il lago per bere.
Noi restiamo immobili e silenziosi ad osservarlo.
Tentiamo qualche foto senza far rumore e spaventarlo.
E poi… con calma, se ne va 😊

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