“Wolf Creek” sulla Carretera Austral

Apriamo la porta del “refugio” e abbiamo la piacevole sorpresa di scoprire che è una piccola casetta di legno, abbastanza nuova.
C’è una panca per sedersi, un camino con a fianco legna, benzina e accendino per fare il fuoco, un filo per stendere eventuali panni bagnati dalla pioggia.
Piccolo, ma abbastanza per stendere il materassino e dormire al riparo dalla pioggia e dal vento.

A circa 300 metri vediamo alcune casette e da una di queste esce del fumo.
Decidiamo di andare a salutare e chiedere il permesso di dormire nel rifugio 😊

Mentre ci avviciniamo alla casetta, ecco apparire un signore con una motosega in mano 😱
Ci presentiamo… gli diciamo che abbiamo camminato da Villa O’Higgins e chiediamo se possiamo dormire nel rifugio.

“Ma certo!! L’ho costruito io apposta per chi viaggia”, ci dice.

È un tipo un po’ strano. Gentile e carino, ma con uno sguardo un po’… “strano”. Non saprei neanche come spiegarlo. Semplicemente ha uno sguardo che mi mette un po’ a disagio.

Spegne la motosega e ci chiede se sappiamo andare a cavallo. Sia io che Marco gli diciamo di no.
Allora ci accompagna a vedere il suo cavallo.
E comincia ad insistere “Dai, provate, è facile!!!”
“No, no, grazie 😊” gli diciamo
“Ma su, dai, sali!!! È facile! E poi questo cavallo è bravissimo”
Insiste… insiste….
Alla fine, un po’ per curiosità un po’ per farlo contento, mi faccio spiegare come fare e salgo sul cavallo.
Aiuto 😱Quanto sono in alto 😱
E adesso???
Mi spiega come “comandare” al cavallo dove andare… ma non sembra funzionare 😂Il cavallo sta lì fermo senza muoversi.
E poi decide di andare dove vuole lui… ignorando i miei comandi 😂
Ci provo ancira un po’, ma niente da fare!! Io e il cavallo non ci capiamo 😂

Scendo… e il gaucho ricomincia ad insistere affinché anche Marco salga.
Alla fine, gli tocca salire e provare ad andare a cavallo 😊E già lui va un po’ meglio di me 😊
Ma si capisce che non vede l’ora di scendere 😂Per fortuna che il cavallo e tranquillo e pacato.

Finita l’esperienza cavallo, ci invita in casa a bere mate.
E inizia a chiacchierare 😊Ci racconta che vive qui da solo da ormai 30 anni. Le altre casette sono per i lavoratori stagionali.

Ci dice che nei fiumi qui in zona ci sono tantissime trote e ci fa vedere la sua attrezzatura da pesca sempre pronta.
Niente canna da pesca… bensí un filo spesso, a cui sono attaccati due ami e un bullone per fare da peso.
Uauuu!!! Qui la pesca è opera di fortuna 😂

Noi cominciamo ad essere stanchi. Abbiamo bisogno di cucinare qualcosa e poi dormire. Ma non c’è verso di staccarci. Continua a chiacchierare.
E posso capirlo!!! Sempre qui da solo!!! Sicuramente quando passa qualcuno ha voglia di compagnia.

Quando ormai mi si chiudono gli occhi e sto per dirgli che vado a dormire… Lui cosa fa?
Chiede a Marco di accompagnarlo a tagliare la legna nel bosco 😱
E va beh… andiamo!!!
Lui taglia la legna con la motosega e Marco la carica sulla cariola.
E poi… inizia nuovamente a insistere!!!
“Dai, prova a usare la motosega!!”
“No no!” gli rispondiamo
E lui insiste… insiste… e alla fine Marco si mette a tagliare la legna con la motosega.
E poi… inizia a insistere affinché io usi la motosega 😱
Viene verso di me con la motosega accesa!!!
“Dai, prova!!! È facile”
“Nooooooo!!! Ho capito che è facile, ma non ho voglia di finire con un braccio amputato 😱 ”
Alla fine, rinuncia ad insistere 😤

Portiamo la legna in casa… e accende la tv e mette un CD.
“Dai, guardiamoci un film”, ci dice
“Mmm… Io avrei sonno però”
“Su, su, dieci minuti”

E così ci troviamo nuovamente seduti vicino alla stufa, a bere mate e guardare un film.

E qui la stanchezza comincia a giocare brutti scherzi mentali 😐
Comincio a pensare ad un film visto alcuni anni fa.
“Wolf Creek”, un film basato su una storia vera.

Questa la trama del film, per chi non lo avesse visto: “Due ragazze, Kristy e Liz, provenienti dall’Inghilterra ed un australiano di nome Ben si mettono in viaggio verso il parco nazionale di Wolf Creek, un enorme cratere meteoritico. Di ritorno, scoprono che l’auto non parte e sono costretti a passare la notte nel parco.

Inaspettatamente vengono colti di sorpresa da un tale chiamato Mick, un ex cacciatore, il quale si dimostra un tipo abbastanza aperto, disponibile, gioviale ed un po’ strampalato. Di mestiere si scopre che fa il meccanico e afferma di poter riparare il guasto dell’auto al suo accampamento. Sembra un vero colpo di fortuna, ma è tutt’altro: arrivati alla sua abitazione, Mick droga i tre ragazzi offrendo loro dell’acqua. Legati ed imbavagliati i ragazzi si ritrovano nella sua officina piena zeppa di armi e strumenti di tortura. Nonostante Liz riesca a scappare e a liberare Kristy, le due ragazze verranno trucidate entrambe. Solo Ben sopravviverà alla tragica avventura.”

Ripeto… quando si è stanchi la mente gioca brutti scherzi.
Ma io comincio ad essere tesa.
Il rifugio messo lì potrebbe essere una trappola per “attirare” persone che viaggiano da sole.
Cerco di pensare se il vino che ci ha offerto lo ha versato dalla stessa bottiglia. E se ha usato la stessa acqua per il mate. Osservo ogni suo movimento e noto che spesso anziché guardare il film mi osserva.
Mi sento sempre più tesa.
Comincio a pensare a come “proteggere” il rifugio questa notte, il quale ovviamente ha una porta ma non una chiave.

Finalmente il film finisce!!!
A questo punto io sono stanca e dico che vado a dormire!!!
E lui, gentilmente, ci dice di dormire pure nella casetta dei lavoratori stagionali. Almeno lì c’è un letto e stiamo comodi 😊

Cosa fare?
Marco, che ovviamente non può sapere gli strani pensieri che mi girano in testa, accetta.
Io invece comincio a pensare quali trappole possano esserci 😱

Ci accompagna nella casetta… e vedo Marco sbiancare 😱
Si, qui ci sono dei letti 😱ma la situazione di sporcizia e degrado è una cosa fuori dal normale 😱 Ragnatele, ragni, vestiti e coperte sporche buttate per terra.
Dal tetto piove giù, quindi ci sono un po’ di pentole sparse in giro per raccogliere l’acqua.
Il rifugio era basico ma pulito. Qui è… non so neanche come descriverlo 😱
Il gaucho sembra così felice di farci dormire qui offrendoci un letto. Come facciamo a dirgli che forse preferiamo dormire nel rifugio?
E infatti… non gli diciamo nulla 😐

Il gaucho ci saluta e ci augura la buonanotte 😱

Sbattiamo le coperte meglio che possiamo e ci stendiamo sopra il nostro materassino.

Chiudo la porta con un pezzo di legno che fa da sicura. Ci appoggio contro le bacchette in modo che facciano rumore cadendo se qualcuno prova ad aprire la porta.
Accendo e tengo il Garmin con il pulsante di SOS a portata di mano.
Il tutto con la consapevolezza che se veramente Il gaucho fosse un serial killer non ci sarebbe nessuna via di scampo.
E al tempo stesso mi rendo conto che mi sto facendo un sacco di paranoie e ho mentalmente trasformato una persona gentile ed accogliente e molto sola… in un possibile mostro 😱
Sono incredibili gli scherzi che la mente riesce a giocare in un attimo di stanchezza.

La notte dormiamo pochissimo.
C’è un vento fortissimo che fa sbattere la lamiera del tetto; e pioggia torrenziale, con un continuo plin plin nelle pentole raccogli-acqua.

La mattina ci svegliamo al sorgere del sole.
Ancora vivi 😂e non rinchiusi in qualche cella 😂
Che dire… con la luce del sole i pensieri della sera prima sembrano così assurdi 😂
Devo smettere di far lavorar troppo la fantasia 😂

Viaaaaaa…. Si riparte!!!
E ovviamente… Piove!!!!!! 😱😱😱

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