Terrore sul Lago O’Higgins

La mattina ci svegliamo prestissimo, grazie ai raggi di un sole potentissimo che filtrano dalla finestra
Finalmente il sole!!! Sarà anche estate, ma qui il sole sembra una cosa rara 😃

Oggi è una giornata tranquilla. Ci troviamo in un punto del cammino dove è impossibile proseguire. Di fronte a noi c’è un immenso lago, dal colore azzurro brillante.
È un lago incredibile, circondato da montagne e ghiacciai.
L’unico modo per arrivare o andarsene da qui è prendere una barca per attraversare il lago.

Ma non pensiate ad un laghetto 😂 Queste acque nascono dai ghiacciai… E il lago prosegue per centinaia di km in varie direzioni.
Per raggiungere l’unica altra sponda popolata del lago dobbiamo attraversare circa 60 km.

Il problema è che la barca c’è solo 3 volte settimana. E solo se il tempo è bello.
In caso di vento la barca non parte. Le onde sarebbero troppo pericolose.

Sembra che siamo fortunati, perché oggi il clima è mite, il vento leggero e la barca dovrebbe partire nel tardo pomeriggio 😃

Abbiamo letto di persone che sono rimaste bloccate qui anche 4/5 giorni, in attesa che la barca potesse partire 😱
E qui non c’è assolutamente nulla 😱
Questa casetta, in cui abitano tre persone. E poco più in la la gendarmeria cilena. Nient’altro!!!
Il lago da una parte. Montagne tutto intorno.
Non c’è neppure segnale telefonico o tv. Tutte le comunicazioni avvengono via radio.

Girovaghiamo un po’ nei dintorni insieme alla coppia americana. Troviamo un po’ di bacche di Calafate e altri frutti di bosco. Scattiamo un po’ di foto… e finalmente è ora di salire sulla barca.

Si parte!!! Direzione Villa O’Higgins, il paese cileno all’altro lato del Lago. Famoso perché a Villa O’Higgins finisce la Carretera Austral 😄

La barca è piccolina. All’ultimo momento arrivano altre sei persone, che hanno attraversato oggi il confine Argentina/Cile. Praticamente, con gli zaini non c’è quasi più posto.
La barca è circondata da acque cristalline. Siamo tutti affascinanti 😍

L’abbaglio dura poco. Pochi minuti dopo che ci allontanano dalla costa, forti onde iniziano a far saltare la barca 😱Siamo sballotati in alto e poi giù! Contro l’acqua!
E sull’onda successiva si risalta.. e giù!

Ci spiegano che per i primi 15/20 minuti il lago è sempre molto più mosso, perché ci troviamo in un punto molto aperto, dove arrivano correnti e venti da varie direzioni.
Ma poi, appena entriamo nella zona di lago riparati dalle montagne le onde dovrebbero calmarsi.
E infatti… ecco che il lago si calma e noi passeggeri anche 😄

Si inizia a chiacchierare. Chi scatta foto. Chi sonnecchia.

La calma dura poco 😱
All’improvviso il vento aumenta e di colpo ci troviamo letteralmente sballotati dalle onde.
Ad ogni onda la barca viene lanciata in avanti. Ondate di acqua avvolgono la barca; non si vede più nulla. E poi… giù di nuovo contro il lago, con botti terribili.
Ad ogni onda si salta. Ci si sente staccare dal sedile, cuore e stomaco fanno un balzo e te li senti in gola, e poi giù. È un salto dopo l’altro.
La barca sparisce tra le onde e l’acqua che solleva😱

Il chiacchierio si blocca. Siamo tutti zitti e spaventati.
Il comandante è concentrato nel cercare di prendere le onde nel modo migliore, ma anche lui ammette che oggi le condizioni del lago sono terribili. Non avremmo dovuto partire.

Passa un’ora. Tutta uguale. Un salto dopo l’altro la barca avanza lentamente.
Siamo tutti con il giubbotto di salvataggio. Ma siamo tutti consapevoli che se la barca si ribalta, il giubbotto serve a poco. Queste acque sono acque di ghiacciaio, gelide. Pochi minuti in acqua e il rischio di ipotermia è assicurato.
Circondati da montagne rocciose, inospitali e inabitate. Impossibile un salvataggio rapido in questo lago.

Il tempo passa e il silenzio è totale. Ipnotizzati, frastornati e sconvolti da questo attraversamento in barca, nessuno osa parlare.
C’è chi viaggia ad occhi chiusi. Ma i salti della barca sono così forte e i rimbalzi così potenti… impossibile ignorare la cosa. In certi momenti la barca sparisce tra le onde. Si vedono queste immense onde blu venire verso di noi. Impetuose, maestose, imponenti e terrificanti.
E la barca le affronta, una dopo l’altra.

Il vento non si calma. Anzi… aumenta di potenza.
Guardo Marco e gli dico “Dimmi ancora che a te l’acqua piace e non fa paura!! Dimmelo” 😱
Mi guarda e mi risponde ” Mai più! In queste situazioni quasi quasi uno diventa credente e inizia a pregare”.

Non è paura. Non è panico.
È solo consapevolezza che siamo in una situazione fuori dal nostro controllo. La Potenza della Natura è sconvolgente e paurosa.
C’è solo da incrociare le dita, sperare che il capitano della barca sappia cosa sta facendo, e sperare nel meglio 😢

Il viaggio sembra non finire più.
Finché, dopo ben tre ore e mezza (rispetto alle normali due ore) i motori rallentano e la barca si ferma in una baia. Siamo arrivati 😌
Sani e salvi.
Spaventati e con le ginocchia che tremano, ma sani e salvi 😌

Non voglio più sentir parlare di barche!!!!
Piuttosto giro e torno indietro!!
Ma barche!!! Mai più!!!
Almeno per qualche settimana 😂

E per finire un grosso grazie al capitano Marcus, che ci ha portati sani e salvi a destinazione ❤

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