Storie a lieto fine…

Sono ormai passati dieci giorni dal nostro rientro. Emozioni e sensazioni strane hanno preso il sopravvento e sono difficili da decifrare e contenere.
Tornare alla routine quotidiana si sta rivelando più difficile del previsto.
Dopo 100 giorni quasi completamente “sconnessi” dal mondo, ora la riconnessione è difficile. Aprire il computer, leggere le mail, leggere il giornale, rispondere al telefono, rispondere alle due domande assurde che nel paesino tutti ci rivolgono (siete stanchi di camminare? faceva freddo?) …tutto questo è un “peso”.

È come se il cervello si rifiutasse di compiere azioni che fino a 100 giorni fa erano normale routine di tutti i giorni.
La mente vuole spazio, vuole i suoni della natura, vuole la lentezza del muoversi a piedi, vuole la stanchezza fisica di fine giornata, quella stanchezza che ti fa sentire vivo, che ti fa dormire stanco ma sereno e alzare carico di energia, pronto per una nuova giornata carica di emozioni.

Insomma, è difficile. Avrei voglia di ripartire… ma al momento non saprei dove andare.
Vorrei ripartire e lanciare un nuovo progetto, ma qualcosa mi frena e non ho le idee chiare su cosa fare.
Insomma… c’è tanta confusione che va chiarita 😊

E adesso, dopo questo sfogo personale sulle emozioni post-cammino, ci tengo ad aggiornarvi su come si sono conclusi alcuni racconti di cui ho parlato nel mio diario durante il Cammino.
Oltre alle persone che ci chiedono solo delle condizioni meteorologiche, per fortuna molte altre ci fanno domande più varie e piacevoli, e ho notato che spesso le domande sono simili… perché effettivamente non ho dato conclusione ad alcune storie.
E allora… ecco qui alcuni dettagli finali 😊

Patricio, il ragazzo cileno in Cammino per decidere se sposarsi o diventare prete. Ve lo ricordate? Era di una tenerezza incredibile. Ebbene, sembra che il mese di Cammino gli abbia chiarito le idee. Preferisce sposare la sua adorata fidanzata argentina, che gli è mancata tantissimo 😊
Ed ora è a casa con una tendinite trascurata e purtroppo degenerata, che lo obbliga a stare con un tutore al piede.
Patricio sarebbe probabilmente stato un ottimo prete… ma il Cammino ha deciso diversamente 😊

Ingrida e Titas, mamma e figlio lituani. I piedi di Ingrida, dopo essere andati dal medico per cinque giorni consecutivi per relative medicazioni, finalmente sono guariti. Ha potuto fare gli ultimi 200 km di cammino in serenità, senza vesciche e senza dolore. E, nonostante i dubbi e le paure, ha raggiunto Santiago.
Il figlio invece sembra aver superato il “trauma” della separazione con la ex-fidanzata. Era molto più sereno e probabilmente a Finisterre ha finalmente lanciato il sassolino che si era portato per chilometri e chilometri 😊

Carletto, il nostro caro e mitico Carletto 😊Ma la sapete qual è la domanda che mi rivolgono più spesso le persone che hanno seguito il mio diario?
Mi chiedono: ma Carletto lo conoscevate già prima del Cammino? Di dove è? …ma Marisa è la sua compagna? 😱
Ok, andiamo in ordine 😂Troppe domande su Carletto.
Carletto lo abbiamo conosciuto durante il Cammino, quando ci ha raggiunto a Gravanago insieme ad altri membri del CAI per fare con noi la tappa Gravanago-Varzi (chi ha seguito il diario, ricorderà forse la storia del gattino? Che Carletto, insieme ad Erika, ha salvato e riportato alla proprietaria?)
Dopo quel primo incontro, Carletto ci ha raggiunto per molte altre tappe in Italia. Per Natale ci ha raggiunti in Francia ed ha camminato con noi per una settimana intera. E poi in Spagna abbiamo fatto moltissime tappe insieme… finché purtroppo noi abbiamo dovuto rallentare per rispettare l’appuntamento con il gruppo di Cuore di Donna, e Carletto ha proseguito il suo Cammino.
Di dov’è Carletto? Provincia di Alessandria. Se volete il suo indirizzo preciso… chiedetelo a lui 😂Lo trovate su Facebook 😂
Ma la domanda più gettonata… che storia c’è tra Carletto e Marisa? 😱Nessuna!!! Assolutamente nessuna! Carletto e Marisa non si conoscevano prima di prendere il treno insieme dall’Italia verso St. Jean Pied de Port. E per quanto io sappia, nessuna storia è nata sul Cammino. Immagino che molti di voi, vedendo le foto di loro insieme e di simile età… vi siate lasciate prendere la mano con la fantasia 😊
E spesso mi chiedete anche di Carletto e Yume. Eh si, tra loro credo sia nata una bella amicizia. Non sono certa che si siano mai capiti durante le loro conversazioni, ma stando in loro compagnia si percepiva un clima così sereno e allegro… che mi manca 😊

Marisa: dopo i problemi al ginocchio le nostre strade si sono divise. So solo che dopo essersi spostata per un po’ in autobus, ha ripreso il Cammino e raggiunto Santiago.

Yume: c’è chi mi chiede se è tornato in Giappone. Eh no! Il caro Yume è tutt’ora in Spagna, a proseguire i suoi studi di Spagnolo. Chissà, forse la prossima volta che incontrerà Carletto riusciranno a capirsi 😂

Linda, la ragazza tedesca con la testa rasata. Dopo alcuni giorni di riposo la sua tendinite è migliorata; peccato che ricordava male la data del biglietto di ritorno in Germania. Quando ha controllato il biglietto ha scoperto che doveva rientrare due giorni prima del previsto. È stata quindi costretta a fare due tappe da 45/48 km per raggiungere Santiago in tempi utili. Ha spedito lo zaino, così da poter essere più leggere… ha camminato… ed è arrivata a Santiago.

Giuseppe, il ragazzo siciliano con un ombrello nello zaino. Ha percorso il Cammino senza grossi problemi. Ma il giorno prima di raggiungere Santiago è stato portato al pronto soccorso a seguito di un’intossicazione alimentare. Sotto osservazione e flebo per tutta la notte. La mattina, quando lo fanno dimesso, ha comunque percorso a piedi gli ultimi 20 km che lo separavano da Santiago. La tappa più difficile di tutto il Cammino, mi ha detto. Ma l’emozione di avercela fatta comunque, nonostante le scarse forze di quel giorno, hanno accentuato le emozioni dell’arrivo.
E ora, la risposta alle odiate DUE domande più frequenti 😂
No! Non siamo stanchi di camminare! Abbiamo fatto “solo” 2.300 km. Perché dovremmo essere stanchi? 🙄
Riguardo al freddo, essendo inverno, proprio caldo non faceva! Se avessimo voluto il caldo potevamo andare a Bali, magari a Ubud, no? 🙄
Ahhh… che pazienza che ci vuole a rispondere quando ci fanno queste domande 😂e poi non sanno cos’altro chiederti 😂

 

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2 Comments:

  1. …..ecco mi mancava di leggere il finale di questa storia che ha arricchito tanto anche noi che vi seguiamo tutti i giorni!!!!grazie e …alla prossima!!!

  2. Walter Bruni

    Mi piace quella strana sensazione che uno prova al ritorno di un lungo viaggio, dopo aver staccato la spina per tanti giorni, la fatica di entrare nuovamente nella quotidianità. Sembra di ascoltare la protagonista del film “Wild”, quella che ha percorso i 4000 km del cammino Pacific Crest Trail, dice alla fine : “La vera sfida è vivere”. Al ritorno del mio cammino ho scritto un breve articolo che inizia così: ” Destinazione ovest, puntando diritto a Santiago de Compostela, ripercorrendo tragitti millenari solcati da frotte di pellegrini lungo un Camino di fede, intimo, silenzioso, rigenerante, un percorso anche travagliato, capace però di restituirmi una felicità piena, straripante.
    Dopo tanti giorni ancora non so decifrare l’interminabile via che porta a Santiago, un tragitto che, a poco a poco, si è tramutato nella metafora della vita, un cammino unico, sorprendente, che ha saputo regalarmi un ventaglio di atmosfere magiche, inconsuete, percepite intensamente giorno per giorno. Se il cammino fosse una canzone, farebbe così: “Camminerò, camminerò, nella tua strada Signor.Dammi la mano, voglio restar, per sempre insieme a te”. Se fosse la Scrittura, mi ricorderebbe la Genesi, il momento in cui dal soffio fecondo di Dio scaturisce la meraviglia del creato…”

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