Cosa ci succede? 😱

La mattina partiamo presto per prendere un “micro” (piccoli pulmini da pochi posti che collegano zone rurali del paese) e arrivare a Vilches, all’entrata del “Parco Nazionale Alto del Lircay” per riprendere la GPT.

Sul micro, oltre a noi, ci sono alcuni cileni che vanno a Vilches per lavoro, e due ragazze tedesche che vanno al Parco Nazionale per un giretto in giornata.
Le ragazze tedesche ci chiedono alcune informazioni sul parco, ma sembrano non fidarsi di ciò che diciamo. Infatti, pochi minuti dopo, vanno dall’autista e, in uno spagnolo stentato, gli chiedono le stesse cose, ricevendo le stesse risposte che avevamo dato noi.
Parlano tra di loro e, ancora non convinte, chiedono le stesse cose ad un altro passeggero 😐
Ragazze! Va bene verificare due volte le stesse informazioni, ma questo è eccessivo 😐
Eppure… appena il pullman arriva a Vilches, anziché iniziare a camminare con noi verso l’entrata del parco dove c’è la casetta dei guardaparque, queste vanno alla ricerca dell’ennesima persona a cui chiedere dov’è l’entrata del parco.
Insicurezza portata all’estremo.
Non ci posso credere 😂

Dopo alcuni chilometri arriviamo all’entrata del parco, dove riceviamo molte informazioni sulla prima giornata di cammino (che è all’interno del parco). Peccato che tutto il restante cammino è fuori dai confini del parco e, nonostante il guardaparque abbia una mappa della zona, non ci sa dire molto.
Il collega ci dice che qualche anno fa ha camminato il percorso “corto” del Sendero del Condor e prova a darci dei consigli.
Ci dice che il terzo giorno dobbiamo portarci tanta acqua, perché sul sentiero non ci sono fiumi.
Oh… ma perché quando non sanno le cose non stanno zitti? 😐 Scopriremo, il terzo giorno, che ci sono rigagnoli ovunque, e noi come muli a portarci cinque litri di acqua in spalla, grazie alle sue informazioni 😐
Forse, dopotutto, avevano ragione le ragazze tedesche a chiedere quattro volte le stesse informazioni 😂

Ci fanno firmare il solito documento in cui il Parco non si assume nessuna responsabilità. Poi ci chiedono quante notti campeggeremo dentro i confini del parco, perché c’è un supplemento da pagare per ogni notte di campeggio nel parco.
Noi gli spieghiamo dove abbiamo intenzione di campeggiare questa notte, e loro subito ci dicono: “No, li non si può campeggiare! Nel parco potete mettere la tenda solo nelle zone autorizzate.”
“Ma come? Su internet abbiamo trovato mappe del parco che dicono che questa zona è autorizzata. È il punto perfetto per spezzare bene le tappe. Se ci fermiamo negli altri punti autorizzati sono pochi chilometri e buttiamo via la giornata, oppure troppi e arriveremo con il buio. Perché non possiamo campeggiare lì?” chiediamo.
E loro ci spiegano che in passato si poteva, ma negli ultimi anni, dopo che un turista si è rotto un braccio a causa di una roccia caduta dalla montagna, non autorizzano più il campeggio li. La zona è pericolosa😐

Questa informazione ci rovina completamente i piani. Ci troviamo a dover spezzare le tappe in modo “stupido”. Avremmo dovuto fare 16 km oggi e 18 domani. Con il loro divieto ne dobbiamo fare solo 8 oggi e 26 domani 😐

Paghiamo l’entrata al parco e ci incamminiamo.
I primi chilometri sono facili, in un bosco ombreggiato.
Il terreno è popolato da tanti strani animaletti: serpentelli, lucertole dai colori sgargianti e altri strani insetti che non sappiamo riconoscere.

È prestissimo quando raggiungiamo la zona camping autorizzata.
E adesso? Cavoli, è presto!!! E l’idea che domani ci aspettano 26 km di montagna mentre oggi rischiamo di annoiarci, continua a roderci.
“E se ce ne freghiamo delle loro raccomandazioni, proseguiamo e campeggiamo dove avevamo inizialmente pianificato?” ci diciamo.
“Quasi quasi…”
“Ma se dovesse succedere qualcosa, è un casino. Sono stati chiari nel dire che non possiamo”.
“Vero. Ma cosa può succedere?”
“Boh. Niente, no?”

Siamo estremamente indecisi 😐
Andare o non andare?
Andare o non andare?
Andare o non andare?

Alla fine decidiamo di ignorare tutto quello che ci hanno detto, proseguire a camminare e campeggiare vicino al fiume nella zona “proibita”.

Ci facciamo mille problemi a scavalcare i cancelli delle proprietà private, e poi finiamo a campeggiare “abusivamente” nei parchi nazionali 😂
Oddio, cosa ci sta succedendo? 😂
No comment 😱

Man mano che proseguiamo a camminare il bosco sparisce per lasciare spazio a piccoli sentieri sul costone della montagna e aprirsi su bellissime viste della Cordigliera. Abbiamo una prima vista, da lontano, del Vulcano Descabezado innevato, maestoso con i suoi quasi 4000 metri di altezza.

Dopo essere lentamente saliti, ci aspetta una discesa spacca-ginocchia di vari chilometri, per arrivare al fiume.

Ed eccoci al fiume, zona proibita di campeggio, dove onestamente non vediamo nessun pericolo o motivo per non campeggiare.
In tutta tranquillità montiamo la tenda, cuciniamo, ci riposiamo e ci godiamo il tramonto. Felici di essere arrivati qui, ma anche con qualche piccolo senso di colpa 😌

Commenti chiusi