Campi lavici e Piñones

La mattina ci svegliamo presto, per cercare un passaggio per allontanarci dalla città e arrivare all’inizio del sentiero.

Raggiunta la baita dei ranger ci viene richiesto di registrarci e lasciare i nostri dati, e la cortesia di avvisarli una volta che usciamo dai sentieri del Villarrica.
Ci forniscono informazioni dettagliate su dove trovare acqua, soprattutto i primi due giorni, dove fiumi o sorgenti sono quasi inesistenti.

Bene!!! Si parte!!!
Carichi e pronti per il Villaricca Traverse e per rimetterci nuovamente sulla GPT attraverso un sentiero alternativo.

La vista del vulcano Villarica ci accompagna tutto il giorno. Neve su tutti i lati e un leggero fumo che esce dalla cima.
A prima vista sembra una piccola nuvoletta… invece è fumo 😃

Il sentiero è ovviamente in salita.
Ma la difficoltà maggiore è data dai campi di lava. Rocce e residui lavici su cui è difficile camminare.
Per km e km il percorso è allo scoperto, su un terreno morto in cui raramente cresce un po’ di erba e qualche fiorellino.

Quando, dopo varie ore di cammino, raggiungiamo un bosco, la frescura data all’ombra è incredibile.
Ma la cosa più sorprendente sono gli alberi di araucania, una conifera tipica della zona.
I primi alberi che vediamo sono piccoli, ma man mano che entriamo nel bosco vediamo alberi immensi. Tronchi lunghissimi con in cima del verde a fare da cappello.
Sono alberi stranissimi 😊Ricordano un po’ i nostri pini, ma al tempo stesso sono completamente diversi.
Ma la cosa che più mi incuriosisce sono i “piñones”, i frutti di questa pianta.
Ho letto che fanno un frutto simile alla pigna, al cui interno ci sono questi “piñones”, simili a dei pinoli giganti, della misura di un mignolo. Insomma!! Io li voglio trovare e mangiare 😂😂
Mi piace troppo raccogliere frutta nei boschi e mangiarla 😂 Con Marco che mi guarda male e si lamenta che potrebbe essere contaminata dall’hantavirus 😐

Purtroppo i piñones non ci sono 😤 Le pigne sono ancora belle salde in cima all’albero. Un po’ fuori mano 😤
Sembra che inizino a cadere dall’albero verso fine febbraio.
Tranquilli che a marzo trovo un posto dove ci sono i piñones e li assaggio 😂

Il sentiero prosegue su fiumi di lava solidicata. Abbiamo le scarpe coperte da polvere. Stranamente, nonostante il calore i piedi stanno bene e non sono sudati.
Siamo fortunati ad avere delle ottime scarpe, perché su queste rocce il rischio di graffi, urti o slogature è molto alto.

Nel tardo pomeriggio raggiungiamo un’area pianeggiante dove montare la tenda.
Poco distante scorre un fiume…. di cenere 😱
L’acqua è grigia e densa; acqua mista a cenere vulcanica.
Sembra un fiume di fango.
Per fortuna possiamo filtrarla grazie all’ottimo prodotto della Sawyer, che qui viene messo a dura prova. Da fango ad acqua limpida 😊

Siamo soli. In tutto il giorno non abbiamo incontrato nessuno. È una bellissima sensazione essere qui soli, con il vulcano Villarrica davanti a noi, circondati da vallate e fiumi di lava.
Silenzio. Silenzio totale.
Solo il vento. È quasi surreale. Magico.

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