Approfondimenti sull’autopalpazione

 

Di seguito alcuni approfondimenti sui movimenti da effettuare durante l’autopalpazione:

Primo: osservare

La prima fase è quella dell’osservazione, davanti allo specchio. Poi segue la palpazione vera e propria, che si può fare anche sotto la doccia. Bastano un paio di minuti e i gesti da compiere sono molto semplici e naturali.

Osservazione allo specchio, con le mani distese, in posizione rilassata, di fronte e di profilo.

Osservazione allo specchio, con le mani appoggiate sui fianchi, prima di fronte e poi di profilo.

In entrambi i casi, bisogna osservare la forma delle mammelle, per imparare a conoscere il proprio seno e fare caso a eventuali arrossamenti, avvallamenti o rigonfiamenti che normalmente non sono presenti.

Secondo: movimenti circolari

Si porta il braccio dietro la testa e con l’altra mano di comincia a tastare: si usano i polpastrelli, tenendo le mani tese, e generalmente si parte dall’esterno in alto, poco sotto l’ascella.

Bisogna disegnare con le dita dei piccoli cerchi, mentre si sposta la mano dall’esterno del seno verso il centro, dove si trova la zona areola-capezzolo. Arrivati in questa area, si riparte dall’esterno, e si continua a ripetere questi movimenti fino a coprire tutta l’area del seno (come se si seguissero i raggi di una ruota che ha il centro nel capezzolo).

Terzo: movimenti lineari radiali

Sempre tenendo le dita tese, e sempre seguendo degli immaginari raggi di una ruota, si spostano le mani dall’esterno verso il centro del seno. Questa volta senza disegnare cerchi, ma seguendo una linea dritta. Anche in questo caso possiamo cominciare da poco sotto l’ascella fino a compiere un giro completo. L’importante è controllare tutto il seno, toccando tutte le zone.

Quarto: dall’alto in basso

Di nuovo, con le dita tese, si sposta ora la mano dall’alto in basso, passando sopra il capezzolo e arrivando fino a sotto il seno. Per compiere questo gesto possiamo dividere idealmente il seno in tre fasce (esterna, centrale e interna), o in più fasce se il seno fosse abbondante.

In molti casi, i tumori vengono scoperti proprio grazie a questi gesti. Eppure, la maggior parte delle donne non fa l’autopalpazione: perché ha paura di non eseguirla correttamente o teme quello che potrebbe sentire. Ma è solo conoscendo il proprio corpo, mese dopo mese, che è possibile accorgersi dei cambiamenti che devono farci insospettire: di riconoscere un nodulo diverso dal solito tra le tante ghiandole.

La maggior parte delle volte, comunque, quello che sentiamo sono noduli benigni. Non bisogna quindi preoccuparsi, ma consultare il proprio medico o uno specialista senologo.

L’autopalpazione rappresenta un primo strumento di prevenzione del tumore del seno, ma da sola non può bastare e deve essere abbinata, a partire dai 45-50 anni, o anche prima in caso di familiarità o alterazioni, a visite senologiche ed esami strumentali più precisi come ecografia o mammografia.

Autopalpazione

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